venerdì 21 febbraio 2014

Shama bibi Sharia Sharia law Shazad masih

Un nuovo Ordine Mondiale, non più fondato, su: 1. ideologie, 2. geo-imperialismi, 3. pseudo religiosi pervertiti, 4. interessi geopolitici, ma, fondato sul diritto e la giustizia, imposti da Unius REI, la fratellanza universale, della razionale agnostica legge naturale! Io sono Unius REI, per la vita del mondo! [] Dalai Lama da Obama, Pechino protesta. Chiesto l'annullamento dell'incontro a poche ore da appuntamento. 21 febbraio, Dalai Lama da Obama, Pechino protesta NEW YORK, [] Il presidente americano, Barack Obama, ricevera' fra poche ore, alla Casa Bianca, il Dalai Lama, ma, l'iniziativa ha suscitato la reazione di Pechino, che, ha chiesto a poche ore dall'incontro di annullarlo. Il ministero degli Esteri cinese, ha definito l'incontro, con, il leader tibetano, in esilio, una ''enorme interferenza'' degli Stati Uniti, negli affari interni della Cina. [ e perché, la Cina dice così? Forse, Rothschild è diventato cinese? ]

Venezuela: Maduro, da Cnn propaganda nera. Minacciata espulsione tv Usa, "se non rettifica" informazioni. 21 febbraio, Venezuela: Maduro, da Cnn propaganda nera. CARACAS, [ è inquietante, tutta la violenza, menzogne, ipocrisie, che, il monopolio del FMI, e del suo sistema massonico, possono fare, realizzare, una continua violenza globale, contro, la democrazia, per il plagio della verità della storia, e il plagio della sua moralità, come avviene oggi, in: Ucraina, Centro Africa, Siria, dove la verità è completamente calpestata, da parte di coloro, che, non hanno nessuno scupolo, a lucrare sui cadaveri, ed io accuso formalmente: USA, FMI, UE, ONU, LEGA ARABA, in modo esplicito, di complottare contro Israele e contro la vita di tutti i popoli, che uccidono 300 cristiani dhimmi innocenti ogni giorno sotto egida ONU, impunemente, cioè, il sistema massonico Bildenberg, che, ha rubato la sovranità monetaria dei popoli, per condurli allo steminio di una inutile guerra mondiale, per vedere la soppressione di ogni religione (che loro hanno corrotto), ed il sorgere, finalmente, della nuova era di satana, per il controllo globale, sulle coscenze, di tutti gli uomini del mondo. Questo è manipolazione e contro della verità della storia, ormai diventato un monopolio, come esiste un solo Fondo monetario internazionale, che vende ad interesse il denaro ai popoli, in totale disprezzo della Costituzione. che, è questo, l'unico motivo per cui, fu bombardato il monastero di Montecassino, in particolare la sua biblioteca, per nascondere la verità della Storia. ] Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha accusato la Cnn di "propaganda di guerra, in stile fascista" per la copertura della crisi nel paese, sfociato in violenze, contro, manifestanti governativi e nell'arresto di un leader dell'opposizione. "Fanno credere che, qui abbiamo una guerra civile", ha tuonato il successore di Hugo Chavez. "Abbiamo iniziato le pratiche per espellere la Cnn: se non rettificano la loro informazione, se ne vadano", ha concluso minaccioso.

Quell'ìdiota di Benjamin Netanyahu, lui crede che, le armi siano sufficienti, per lui, a salvarlo, quando tutto l'Occidente dei farisei anglo-americani comunisti anticristo Bildenberg, in odio assoluto, contro la civiltà ebraico cristiana, annullano le radici culturali per la esistenzadi Israel, essendo così programmati per uccidere la fede in Dio. L'atismo ideologico, di una teoria truffa eterna della evoluzione. Massoni, Farisei, Bildenberg, supportano la cristianofobia, come l'antisemitismo, ecco perché hanno deciso di supportare il terrorismo islamico, e i gaynazimassimalisti, tutto il pensiero massimalista, ipocritamente democratico, di una Europa ed un euro, che non furono scelti nelle urne, e che sono stati imposti ai popoli, schiavi, da dei Burocrati, massoni, tutti i nazisti della LEGA ARABA, che, uccidono, i dhimmi sotto egida ONU.

[ io Unius REI, chiedo alla federazione sportiva e calcistica mondiale, FIFA, di sospedere e multare il Trabzonspor, per i suoi crimini di razzismo e odio, posti in essere sistematicamente, e chiedo e tutte le diplomazie del mondo di protestare contro Ankara! ] fin dove può arrivare, la criminalità di una ideologia islamica? La critica ignorante del fenomeno aberrante delle Crociate, senza un metodo storico, non può comprendere, come senza quella aberrazione, frutto del suo tempo storico, oggi tutto il mondo sarebbe islamico! Perché, questo Islam, assolutamente nazista, politicizzato, intollerante, sharia imperialismo, sia per i terrositi jihadisti, come, sharia imperialismo per i suoi occulti finanziatori: la LEGA ARABA. dimostra che, non è attraverso, la civiltà ma, soltanto attraverso, la violenza che esso può essere fermato. Ma, il tempo, per i maniaci religiosi, del Trabzonspor non passa mai, perché, non esiste il loro il concetto evolutivo del progresso, della storia, cristalizzati come sono in un libro morto pieno di omicidi. Progresso che loro apprezzano solo per avere armi sempre, più sofisticate per uccidere, esseri umani, che, hanno la sola colpa di essere diversi da loro.. perché, questo è dimostrato, gli islamici non hanno la cultura della diversità, e del pluralismo, della libertà di coscienza e di religioe, e questo è un loro diritto, di uccidere schiavi dhimmi sempre, sotto la egida dello ONU. Fin dove, si può spingere quella perversa religione, che, può profanare ogni diritto, logica civile, e la stessa sacralità dello sport, il cui spirito sportivo, è quello di unire, tutti i popoli nella festa, gioia, rispetto, tutti valori fondamentali della fratellanza universale. Europa League, Juventus,Trabzonspor 2,0, Osvaldo e Pogba a segno. Nell'andata dei sedicesimi di finale di Europa League la squadra di Conte supera non senza difficoltà, i turchi grazie alle reti dell'italo-argentino e del francese. Gli ospiti protestano per un gol annullato ad Olcan nella ripresa. [cronaca sportiva] 20 febbraio 2014. Torino. La Juventus vince, in Europa League, nell'andata dei sedicesimi contro i turchi del Trabzonspor. Gol dell'uomo più atteso, Osvaldo e al 95' di Pogba. Ma, la partita non è andata per nulla, nella maniera ideale, quella che sperava Conte. No, nonostante il 2,0, contro, un avversario modesto chiuda verosimilmente, i conti in prospettiva ritorno, giovedì prossimo alle 21 italiane a Trebisonda. Tutto sull'Europa League: entra nella sezione. OSVALDO GOL, Il primo tempo non è granché. Uno Juventus Stadium quasi pieno, certo di più, per dire, della partita contro lo Shakhtar della fase a gironi di Champions della scorsa stagione, si aspettava di più. Ma, i turchi sono quelli che sono: un paio di giocatori di livello (Bosingwa e Zokora) che, il meglio lo hanno dato da un pezzo, e tanti onesti pedalatori. Che si chiudono tutti dietro, intasando gli spazi. La Juve è poco sicura dietro, per le assenze di Chiellini e Barzagli e i tanti errori in disimpegno di Bonucci e soprattutto Ogbonna, e quindi non si arrischia a sbilanciarsi troppo in avanti. Ma quello che conta è il risultato, e se ne occupa l'uomo più atteso, ingaggiato anche e soprattutto per la coppa: al 15' segna Osvaldo. Tevez allarga, la palla sbatte su un avversario, che mette cosi involontariamente in porta l'ex Southampton: il gol sotto le gambe del portiere è facile. Prima rete in bianconero per il nazionale di Prandelli. La Juve non esonda. Brutta la parentesi della seconda frazione di gioco, che, ha visto l'interruzione della gara a causa dello scoppio ripetuto di petardi dal settore ospitante, i festosi e coloratissimi tifosi dl Trabzonspor.
Ecco la rete di OSVALDO:
http://www.goal.com/it/news/171/europa,league/2014/02/20/4634528/allo-juventus-stadium-al,61-va-in-scena-la-bolgia-dei-tifosi,-del-
20/feb/2014 21.45.00 [ questo è il tragico spettacolo del razzismo, della ignoranza, della mancanza di ogni equilibrata visione storica, un miscuglio micidiale di ignoranza fanatismo, odio e razzismo che, porta allo omicidio di massa. Allo formazione del concetto del nemico, alle motivazioni della mentalità della guerra. ] Al 61' minuto di Juventus,Trabzonspor i tifosi tuchi si sono scatenati sugli spalti dello Stadium, con cori e lancio di fumogeni. Il motivo? Ricordano il 1461... Tifosi del Trabzonspor scatenati allo Juventus Stadium. Nonostante la squadra fosse sotto di un goal, al 61' improvvisamente, i supporters turchi presenti a Torino hanno scatenato un'autentica bolgia, intonando, cori e lanciando fumogeni, che, hanno costretto l'arbitro a interrompere per alcuni secondi la partita. A molti tifosi della Juventus sarà sembrato semplicemente un qualcosa di pittoresco, ma non è così. Quello che si è visto allo 'Stadium', infatti, altro non è, che, un rituale, che, i tifosi del Trabzonspor ripetono ad ogni partita della loro squadra. Quando la situazione sembra calma, all'improvviso, al 16' minuto della ripresa, ecco che, puntualmente scatenano un'autentica bolgia. Ma perché, si chiederanno in molti? La ragione è di tipo storico: i tifosi del Trabzonspor, infatti intendono, così ricordare l'anno 1461, quando l'Impero di Trebisonda, custode dell'eredità bizantina, cadde in mano ai Turchi Ottomani, dopo la quarta crociata. Maometto II strinse d'assedio la città, che, cadde il 15 agosto. La presa di Trebisonda segnò la fine dell'Impero Romano d'Oriente, e l'inizio della dominazione ottomana nella penisola anatolica. Chi avrebbe immaginato, che, dietro lo scatenarsi dei tifosi del Trabzonspor, ci fosse una ragione storica così profonda?

[ la grande rapina, biblioteche e requisizioni librarie a Roma in età napoleonica, in una ricerca di andreina rita. In nome dell'odio rivoluzionario gli ordini religiosi soppresi vennero anche saccheggiati. Preludio dello assurdo bombardamento della Abbazia di MONTECASSINO, di cui si temevano, i suoi archivi segreti. Obiettivo vero della distruzione della Abbazia di MONTECASSINO, erano, quei segreti della inquisizione, che, vedono gli ebrei farisei, protagonisti di omicidi ritiuali di bambini cattolici... di infiltrazioni nella gerarchia ecclesiatica, di questi ebrei marrani finti convertiti, di congiure, omicidi. Ecc.. ecc.. tutta una storia che deve andare distrutta, per poter essere liberi di perpetrare ulteriori e più grandi crimini contro il genere umano, la kabalah per soffocare il seme di Abramo, perché, questo Olocausto shoah, oggi contro Israele, è una lotta mortale, nella famiglia, di Abramo, e già prima, tra Caino ed Abele.. tutta la verità della storia che è andata perduta intenzionalmente, dai proprietari SPA della finanza internazionale, gli Illuminati farisei. Oggi, un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, ecco come può essere la annuciata shoah, contro Israele, Infatti, ogni Istituzione positiva si può reggere soltanto sul diritto e sulla verità, fondamenti che sono stati scardinati e corrotti dal sistema massonico Bildenberg, perché è dietro la loro struttura, che sono gli usurpatori, i veri padroni, coloro che reggono le sorti della storia, infatti è il denaro il vero potere! Sin, dalla congiura della Rivoluzione Francese, al comunismo, al nazismo, oggi alla Siria, e Ucraina, ecc.. Rivoluzione francese, che è stata condotta, dalla massoneria, così come, oggi viene condotta la rivoluzione ucraina. Una sapiente e collaudata regia di criminali internazionali a cui nessuno riesce a mettere il sale sulla coda! ] La ricostruzione precisa e fedele di un atto di violenza freddamente perpetrato a Roma, fra il 1811 e il 1814, ai danni di famiglie religiose colpevoli solo di essere se stesse. Così Paolo Vian definisce il libro di Andreina Rita. Scrive: "Biblioteche e requisizioni librarie a Roma in età napoleonica". Cronologia e fonti romane (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2012, pagine 560, euro 60) nel quale si ricostruiscono i fatti che portarono alle spoliazioni delle biblioteche religiose romane in età napoleonica. Fatti talmente dolorosi da rimanere ancora oggi nelle memorie di molti ordini religiosi come una ferita lacerante, una cesura drammatica ed esiziale in una storia talvolta secolare; eventi così traumatici da originare naturalmente studi e ricerche nella prospettiva di singoli ordini religiosi o di singole fondazioni. Mancava però sino a oggi una veduta d'insieme, una ricostruzione complessiva, anche solo per Roma, di quello che è stato "forse il maggior spostamento librario di tutti i tempi, certamente dell'età moderna". .. a differenza delle opere d'arte, e degli archivi più importanti (testimonianze uniche che per questo furono trasfetiti in Francia). Tutte le biblioteche furono requisite, con la assoluta menzogna, che, sarebbero state messe a disposizione della ugualitaria e e democratica disposizione del pubblico. Nulla era più menzognera, della propaganda rivoluzionaria, che affermava, di squarciare le tenebre dello oscurantismo, per mettere a disposizione di tutti, i frutti della secolare cultura dei preti (che in realtà dsprezzavano), mentre apprezzavano i testi da cui quella cultura sorgeva. Ma, caduto Napoleone, lo smembramento delle biblioteche degli ordini religiosi maschili fu per volere di Pio VII, parzialmente risarcito... per essere nuovamente saccheggiato negli anni sesanta e settanta del XiX secolo ad opera del neonato Stato Italiano (massonico) e delle sue disposizioni di soppresioni religiose ed espropri di conventi, ecc.. tutti saccheggi che sono all'origine della Biblioteca nazionale di Roma. (©L'Osservatore Romano 20 dicembre 2013)

[ tutti i genoci della LEGA ARABA, che, in questo caso si chiamano Seleka, contro, i popoli cristiani inermi, pugnalati da una falsa informazione massonica, sotto la egida dello ONU. ] L'attenzione del mondo sulla crisi nella Repubblica Centroafricana. BANGUI. Nella capitale della Repubblica Centroafricana è giunta Samantha Power, ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, in una visita a sorpresa volta a sollecitare i leader del Paese a porre fine alle violenze. È la prima volta, che un funzionario americano di alto livello si reca a Bangui dall'inizio della crisi che ha dilaniato il Paese. Belgio e Polonia si sono intanto detti pronti a fornire rinforzi alle truppe francesi ed africane già dispiegate sul terreno: lo ha detto ieri la portavoce del Governo francese, Najat Vallaud,Belkacem, dopo un consiglio dei ministri a Parigi. Sono circa 1.600 i soldati francesi inviati nella Repubblica Centroafricana, al fianco dei 2.500 militari della forza africana. Obiettivo della missione, che ha ricevuto l'avallo dell'Onu, è disarmare i combattenti e riportare ordine e sicurezza in un Paese sprofondato nel caos dopo il colpo di Stato che, nello scorso marzo, ha rovesciato il presidente François Bozizé. BANGUI. Sanguinosi scontri, con sparatorie di armi automatiche e esplosioni di razzi e bombe a mano, sono in atto da ieri nelle vicinanze dell'aeroporto di Bangui, la capitale della Repubblica Centroafricana. Una folla di manifestanti ha attaccato gli acquartieramenti delle forze internazionali, quelle del contingente francese e quelle della Misca, la missione inviata originariamente dai Paesi limitrofi, ma passata da due mesi, per mandato dell'Onu, sotto il comando dell'Unione africana. Anche nei quartieri limitrofi ci sono state scene di panico per gli scontri a fuoco. Fonti locali citate dalla Misna, l'agenzia internazionale delle congregazioni missionarie, hanno riferito ieri di 36 cadaveri portati nell'osp edale comunale, aggiungendo però
che altri sono ancora per le strade poiché i combattimenti continuano e non è stato possibile recuperarli. Due giorni fa, milizie armate avevano attaccato a Damara, circa 75 chilometri a nord di Bangui, truppe del contingente ciadiano della Misca, che stavano scortando civili musulmani oltre frontiera. Le violenze, la cui notizia si è immediatamente propagata nella capitale, avevano contribuito ad alimentare le tensioni, sfociate negli scontri di ieri all'aeroporto e in altre zone della città.

ANALISI STORICA, Aurora [ aurora.altervista.org/46analisi.htm‎ ] Il primo vuole dire rivoluzione dell'amore, l'altro rivoluzione dell'odio, della.... i primi concilii provinciali di Lima e del Messico esclusero dagli ordini religiosi gli indios,... Come sovente avviene nella storia, accanto ai soprusi dei «grandi», anche in AL,.... In pochi anni, vennero soppressi circa 30 tra arcivescovi e sacerdoti,...
[PDF]
totaro, 0213 interno libro, 87° corso AUC, SMALP
www.87smalp.it/.../Totaro%20,%20Luci%20che%20illuminano%20le%20t...
Il XX secolo è ricordato soprattutto per le grandi ideologie che hanno contrassegnato la. Storia, ma anche per i massacri, gli stermini e le guerre che hanno fatto...... rato in seguito venne travolto dall'odio contro ogni sorta di religiosità....... Furono aboliti istituti religiosi, soppressi monasteri, centinaia di frati e monache butta,.
The Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei...
www.gutenberg.org/files/43803/43803,0.txt‎
23/set/2013, Intanto venne nominato un nuovo podestà, e nel susseguente anno,..... Domandò loro in nome della libertà di voler mettere fine... I membri di queste trentasette famiglie furono additati anche nelle leggi col nome di grandi e di magnati;.... seppero dagli altri che questo vecchio religioso dell'ordine di san...

Cristianesimo e libertà hanno la stessa radice. [ i motivi veri della democrazia, contro, le congiure massoniche, in tutte le false democrazie del signoragio bancario, rubato ai popoli da Rothschild Spa. ] Argine contro il relativismo e il fondamentalismo. 14 dicembre 2013. «I cristiani e la libertà religiosa» è il titolo dell'intervento che l'arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per Rapporti con gli Stati, ha tenuto venerdì 13 presso la Pontificia Università Urbaniana, nel quadro della Conferenza organizzata dalla Georgetown University di Washington sul tema «Cristianità e libertà: prospettive storiche e contemporanee». Distinti Relatori, Signori e Signore, desidero anzitutto ringraziare il Prof. Thomas Farr, Direttoredell'Interreligious Project della Georgetown University, per il cortese invito che mi ha rivolto ad aprire i lavori di questa mattina con una breve introduzione sul tema centrale della conferenza, ovvero il rapporto tra cristiani e libertà religiosa. Si tratta di un tema importante e complesso, reso ancor più attuale dal contesto storico. globalizzato nel quale viviamo, al quale il Magistero recente ha dedicato particolare attenzione, a partire dalla Dichiarazione Dignitatis humanae del Concilio Vaticano II, fino a giungere all'insegnamento del Santo Padre Francesco, il Quale mi ha incaricato di portarvi il Suo saluto e la Sua Benedizione.
Quando si parla di cristiani e di libertà religiosa è facile essere immediatamente portati a menzionare i casi, fin troppo frequenti, in cui la libertà religiosa viene violata per intolleranza e discriminazione – si pensi al recente caso della giornalista televisiva, rimossa dall'incarico perché indossava al collo una piccola croce – o per le più gravi situazioni di vera e propria persecuzione. Duole purtroppo costatare che in molte parti del mondo, i cristiani sono resi oggetto di violenza, spesso costretti ad abbandonare la loro cultura e le terre che talvolta abitavano da secoli, non di rado perché privati dei loro diritti di cittadinanza, se non addirittura per le minacce all'incolumità fisica.
In questa sede vorrei però andare oltre una mera presentazione casistica, che alla fine non fa altro che addossare la colpa sui responsabili. Certamente «un discepolo non è di più del Maestro» (Mt,10, 24), e i cristiani non possono sperare che sia loro risparmiato nulla di quanto non sia già toccato al Signore stesso (Cfr. Gv 15, 20). Piuttosto, vorrei soffermarmi sulla relazione tra cristianesimo e libertà, anche per sfatare il mito erroneo e datato che il cristianesimo sia nemico della libertà personale e di coscienza e che la sua pretesa veritativa conduca necessariamente alla violenza e alla sopraffazione. Nulla sarebbe meno accurato storicamente di simili affermazioni. Lo dimostra il fatto che il concetto stesso di "diritti umani" è sorto in un contesto cristiano. Pensiamo a quel grande statista che fu san Tommaso Moro, il quale al prezzo della sua stessa vita ha mostrato che i cristiani sono proprio coloro che, illuminati dalla ragione e in virtù della loro libertà di coscienza, rigettano ogni sopraffazione. Il legame tra cristianesimo e libertà è dunque originario e profondo. Esso affonda le proprie radici nell'insegnamento stesso di Cristo, trovando poi in san Paolo uno dei suoi più strenui e geniali promotori. La libertà è intrinseca al cristianesimo, poiché, come dice Paolo, «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi» (Gal 5,1). Naturalmente, qui l'Apostolo si riferisce primariamente alla libertà interiore di cui il cristiano gode, ma tale libertà interiore ha naturalmente anche delle conseguenze sociali. Quest'anno ricorre il mille settecentesimo anniversario dell'Editto di Milano, che segna il coronamento dell'espandersi sociale della libertà interiore affermata da san Paolo. In pari tempo, dal punto di vista storico e culturale, l'Editto segna l'inizio di un cammino che ha caratterizzato la storia europea e del mondo intero e che ha portato lungo i secoli alla definizione dei diritti umani e all'affermazione della libertà religiosa quale «primo dei diritti umani, perché esprime la realtà più fondamentale della persona»[1] e come « cartina di tornasole per verificare il rispetto di tutti gli altri»[2]. Costantino intuì che lo sviluppo dell'Impero dipendeva dalla possibilità per ciascuno di professare liberamente la propria fede. Più ancora che il frutto di un intelligente calcolo politico, l'Editto di Milano fu un grande passo di civiltà. Esso non solo riconobbe un diritto fondamentale, né si limitò a garantire la libertà di culto ai Cristiani, ma anzitutto affermò che la libertà religiosa è un fattore di stabilità civile e di creatività sociale. «Il suo rafforzamento – notava Benedetto XVI – consolida la convivenza, alimenta la speranza in un mondo migliore, crea condizioni propizie per la pace e per lo sviluppo armonioso e, contemporaneamente, stabilisce basi solide sulle quali assicurare i diritti delle generazioni future»[3]. Ciò perché «il diritto alla libertà religiosa, sia nella sua dimensione individuale sia in quella comunitaria, manifesta l'unità della persona umana che è, nel medesimo tempo, cittadino e credente»[4]. La storia mostra che vi è un circolo virtuoso fra l'apertura al trascendente caratteristica dell'animo umano e lo sviluppo sociale. Basti considerare il patrimonio artistico mondiale, e non solo quello di matrice cristiana, per comprendere la bontà di tale nesso. La limitazione della libertà religiosa risulta perciò nociva per la società, come pure per ogni singolo uomo nelle esigenze e aspirazioni più vere che lo costituiscono, quelle che i Medievali chiamavano i trascendentali dell'essere: la verità, la bontà e la bellezza. L'esercizio della libertà religiosa si lega indissolubilmente a queste parole. Infatti, laddove l'uomo non può aprirsi all'Infinito secondo la propria coscienza, la verità cede il passo ad un menzognero relativismo e la giustizia al sopruso dell'ideologia dominante, sia essa atea, agnostica o addirittura connotata religiosamente. A questo punto occorre, però, fugare un equivoco nel quale è facile incorrere, poiché la parola "libertà" può essere interpretata in molti modi. Essa non può essere ridotta al mero libero arbitrio, né intesa negativamente quale assenza di legami, come purtroppo accade nella cultura di oggigiorno. Al riguardo, è bene rammentare le parole di Benedetto XVI: «Una libertà nemica o indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dell'altro. Una volontà che si crede radicalmente incapace di ricercare la verità e il bene non ha ragioni oggettive né motivi per agire, se non quelli imposti dai suoi interessi momentanei e contingenti, non ha una 'identità' da custodire e costruire attraverso scelte veramente libere e consapevoli. Non può dunque reclamare il rispetto da parte di altre 'volontà', anch'esse sganciate dal proprio essere più profondo, che quindi possono far valere altre 'ragioni' o addirittura nessuna 'ragione'»[5]. Conseguentemente, il corretto esercizio della libertà religiosa non può prescindere dalla mutua interazione di ragione e fede, che assicura una corrispondenza fra il "ruolo correttivo della religione nei confronti della ragione" e il ruolo «purificatore e strutturante della ragione all'interno della religione»[6]. Ciò costituisce allo stesso tempo l'argine contro il relativismo, come pure contro quelle forme di fondamentalismo religioso, che vedono, esattamente come il relativismo, nella libertà religiosa una minaccia per la propria affermazione ideologica.
Quando il Concilio Vaticano II ha affermato il principio della libertà religiosa non ha proposto una dottrina nuova. Al contrario, ha ribadito una comune esperienza umana, ossia che «tutti (…), in quanto persone, dotate cioè di ragione e di libera volontà e perciò investiti di personale responsabilità, sono dalla loro stessa natura (…) tenuti a cercare la verità»[7]. Allo stesso tempo ha riaffermato un principio antico, ovvero che «gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte (…) di qualsivoglia potere»[8]. Tale è dunque la radice della libertà religiosa. Ed è anche per questa ragione che essa costituisce un "problema" nei dibattiti internazionali, dove è frequentemente ridotta all'analisi di singole casistiche contingenti, piuttosto che essere trattata alla pari delle altre libertà fondamentali. Implicito in tale approccio vi è il rifiuto deliberato di riconoscere ogni possibile pretesa veritativa nell'esistenza umana. Sia tale rifiuto di matrice relativista o fondamentalista poco importa, poiché entrambi sono contraddistinte da un comune denominatore: la paura, che sorge dall'iniquità che ottenebra il bene (Cfr. Sap 4, 11,12) e corrompe il cuore. Come ho menzionato pocanzi, la visione cristiana è radicalmente diversa. Essa non è dominata dalla paura, bensì dalla gioia della verità che rende liberi (cfr. Gv 8, 32). È nella verità vista non tanto quanto assoluto che già possediamo, quanto piuttosto come possibile oggetto di conoscenza razionale e relazionale[9] che troviamo la possibilità di un sano esercizio della libertà. Ed è proprio in tale nesso che troviamo l'autentica dignità della persona umana.
Distinti Relatori, Signori e Signore, in questi giorni avrete modo di riflettere approfonditamente sul problema del nesso tra la libertà religiosa e il cristianesimo. Il mio desiderio era quello di fornire una cornice dentro la quale collocare il vostro percorso, che confido contribuirà in qualche modo a stimolare una più viva coscienza dell'importante ruolo sociale della religione, nella prospettiva di quello "spirito costantiniano", il quale ha permesso l'insorgere di quella consapevolezza della dignità della persona che è ormai patrimonio comune dell'umanità.
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Nuovi attacchi sferrati da Boko Haram in Nigeria. ABUJA. Un nuovo attacco del gruppo di matrice fondamentalista islamica Boko Haram, sferrato, anche da attentatori suicidi, ha investito ieri la città di Bama, nello Stato nord,orientale nigeriano, del Borno. Secondo le autorità locali i morti sarebbero almeno sessanta. Fonti militari affermano, che le truppe dispiegate in città hanno ucciso diversi assalitori, ma, non ne forniscono il numero. Secondo tali fonti, i miliziani di Boko Haram avrebbero usato bombe, attaccando anche i blindati governativi, e incendiato numerose abitazioni. Attentatori suicidi si sarebbero fatti esplodere all'ingresso del palazzo dell'emiro di Boma. Ventiquattr'ore prima, il portavoce presidenziale Doyin Okupe, aveva annunciato rilevanti successi dell'esercito nell'operazione contro Boko Haram avviata da quasi un anno in tre Stati nigeriani, appunto il Borno, lo Yobe e l'Asamawa, dove è in vigore lo stato d'assedio proclamato lo scorso maggio dal presidente Goodluck Jonathan. Secondo Okupe, i militari nel nord «dominano la situazione». Il Governatore di Borno, Kashim Shettima, però ha chiesto rinforzi, avvertendo che i miliziani di Boko Haram «sono meglio armati e più motivati delle forze di sicurezza»

tutto il delirio islamico minuto per minuto sotto la egida dello ONU, e del suo consiglio interno i maniaci della LEGA ARABA. Sterminata una famiglia, a Falluja. AGHDAD. Ancora sangue in Iraq. Ieri una famiglia di sei persone, genitori e quattro figli, è stata sterminata quando un razzo è caduto sulla loro casa nei pressi di Falluja. La città si trova nella provincia occidentale di Al Anbar, dall'inizio dell'anno teatro di una vasta offensiva di gruppi estremisti sunniti che si oppongono al Governo guidato dal primo ministro, lo sciita Nouri Al Maliki. In particolare sono i guerriglieri dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante, (Isis), affiliato ad Al Qaeda, a impegnare da settimane le forze, governative in combattimenti che hanno causato finora un pesante bilancio di vittime. Le unità locali hanno riconquistato negli ultimi giorni varie località situate nell'area che erano finite nelle mani degli insorti, tra le quali il capoluogo della provincia, Ramadi. Parte della città di Falluja, invece, resta ancora sotto il controllo dei guerriglieri qaedisti. Le continue violenze in Iraq, legate anche alla recrudescenza della rivalità fra sciiti e sunniti, stanno portando il Paese verso una situazione sempre più critica: si stima che dall'inizio del 2014 le vittime di attentati e imboscate siano più di 1.450

Preoccupazione del segretario generale dell'Onu per le violazioni dei diritti umani nel Paese asiatico Ban Kimoon e la Corea del Nord. e gravissime violazioni dei diritti umani da parte del
regime comunista di Pyongyang denunciate in un rapporto commissionato dalle Nazioni Unite devono «accrescere la consapevolezza della comunità internazionale» sulla situzione nel Paese. È l'auspicio del segretario generale dell'Onu, Ban Kimoon, che si è detto «seriamente preoccupato» per la situazione in Corea del Nord. Il riferimento è al rapporto commissionato dal Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite che ha denunciato «soprusi sistematici» nei confronti di un popolo ridotto in schiavitù e alla fame. «È necessario, ha dichiarato Ban Kimoon, che le autorità nordcoreane si impegnino con la comunità internazionale per migliorare la situazione dei diritti umani e le condizioni di vita del popolo.

In Ucraina serve saggezza. KIEV. È unanime da parte dei leader religiosi la condanna della
violenza che sta insanguinando le strade della capitale ucraina. All'appello rivolto da Papa Francesco durante l'ultima udienza generale in piazza San Pietro, perché « cessi ogni azione violenta» e le parti in causa si adoperino nel «cercare la concordia e la pace», hanno fatto eco gli interventi dei rappresentanti delle Chiese cristiane presenti nel Paese: dai greco,cattolici agli ortodossi legati al patriarcato di Mosca, agli ortodossi del patriarcato di Kiev. Una ferma condanna è arrivata anche dal Consiglio delle Chiese e delle organizzazioni religiose ucraine, che in una dichiarazione ha esortato le parti a una posizione di «giustizia e saggezza» per «fermare il conflitto fratricida». Dal Consiglio anche la richiesta di un immediato cessate il fuoco, la ripresa dei negoziati e la sottolineatura dell'importanza dell'unità spirituale del popolo ucraino: «Chiediamo a tutti i fedeli di continuare le preghiere per l'Ucraina, la sua pace, l'unità e l'indipendenza. Nell'unità è il potere del popolo». Un appello perché sia fermato lo spargimento di sangue e la richiesta a tutte le chiese del Paese di suonare le campane in un momento in cui è forte il pericolo di un vero e proprio «fratricidio» è stato lanciato dall'arcivescovo maggiore di KyivHalyč, Sviatoslav Shevchuk, capo del sinodo della Chiesa greco cattolica ucraina, da sempre impegnato con i suoi sacerdoti a fianco dei manifestanti di Maidan: «Con grande rammarico devo dire che gli appelli delle Chiese affinché fosse impedito lo spargimento di sangue e fosse trovata una soluzione pacifica al conflitto, non sono stati ascoltati. In nome di Dio condanno ogni violenza, ogni violazione dei diritti umani e della volontà del popolo. Vorrei ricordare con forza che chi ha potere ha anche la piena responsabilità per quanto sta accadendo nel Paese. Mi appello a ciascuno perché sia fermato immediatamente lo spargimento di sangue. Chiedo a tutti i figli della Chiesa di digiunare, pregare ed esprimere solidarietà alle vittime. In questo momento in cui l'Ucraina vive il pericolo di un fratricidio, lasciate che tutte le campane delle chiese suonino». La minaccia «sempre più reale», della «guerra civile» e del «collasso economico» è richiamata nell'appello diffuso dal metropolita Anthony (Pakanych) della Chiesa ortodossa russa, che ha rinnovato l'invito, lanciato fin dall'inizio della crisi politica, a «interrompere immediatamente la violenza e riprendere il dialogo». Anche per Filarete, capo della Chiesa ortodossa ucraina, patriarcato di Kiev, che ha richiamato alle proprie responsabilità soprattutto il presidente Viktor Ianukovich, occorre «fermare subito la violenza». La Conferenza delle Chiese europee si dice «seriamente preoccupata» per l'escalation del conflitto, «condanna fermamente le uccisioni» e si appella «a tutte le parti» in vista di una «soluzione pacifica»
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in Myanmar i cittadini dovranno specificare religione ed etnia di appartenenza. Troppi rischi in quel censimento NAYPYIDAW. L'obbligo per ogni cittadino di specificare religione ed
etnia di appartenenza potrebbe essere un'operazione rischiosa, in considerazione soprattutto delle recenti violenze contro la popolazione musulmana del Paese e specialmente verso la minoranza di etnia Rohingya. È quanto sostiene l'Internatio, nal crisis group (Icg), organismo con sedi in tutto il mondo, in un rapporto sul nuovo censimento nazionale che il Governo del Myanmar sta preparando e che si prevede sarà avviato il 30 marzo. Come riferisce l'agenzia Fides (alla quale è stato inviato il rapporto), diversi gruppi della società civile e delle minoranze etniche e religiose hanno
sollevato forti preoccupazioni poiché il censimento potrebbe infiammare ulteriormente il nazionalismo più violento e acuire l'esclusione dei gruppi minoritari. L'Icg si concentra in particolare sull'obbligo, richiesto dal censimento a ogni cittadino birmano, di specificare religione ed etnia di appartenenza. I problemi sono molteplici e riguardano tutti i gruppi etnici del Paese: 135 quelli riconosciuti ufficialmente. Il censimento, infatti, dovrebbe condizionare anche il criterio della rappresentanza politica, consentendo solo ai gruppi che raggiungono una certa soglia numerica
di avere rappresentanti nelle amministrazioni locali o provinciali. Le minoranze etniche temono che, se le loro comunità saranno classificate erroneamente, possa essere negata loro la rappresentanza politica. Inoltre non vi è alcuna possibilità di segnalare un'etnia "mista" ( per i nati da genitori di etnie diverse ) e ci si chiede se ai Rohingya sarà permesso di definire se stessi come "Rohingya". Secondo gli osservatori, il censimento potrebbe alimentare il sentimento antimusulmano esistente.
«Attualmente, spiega il rapporto, è opinione diffusa che il 4 per cento della popolazione del Myanmar sia musulmana, un dato rilevato nel 1983. Tuttavia ci sono forti indizi che la cifra reale sia oggi oltre il 10 per cento». I risultati del censimento potrebbero quindi essere, strumentalizzati dai gruppi nazionalisti per indicare il triplicarsi della popolazione musulmana nel Paese negli ultimi trent'anni (il precedente censimento risale al 1980), costituendo la base per una "chiamata alle armi' dei movimenti estremisti. Alcune criticità, segnala l'International crisis group, riguardano anche i cristiani negli Stati di Chin e di Kachin. Ad alcuni battisti che, chiedevano di iscriversi nelle liste utili al censimento è stato chiesto di convertirsi al buddismo per poter registrare la loro famiglia. L'acquisizione di informazioni potrebbe essere usata come "arma di ricatto" per decidere «chi sia o non sia un vero birmano, sulla base di religione ed etnia». Per questo organizzazioni e movimenti della società civile chiedono che il censimento sia sospeso, e che il Governo rimuova la domanda sull'etnia e sulla religione, per non infiammare una situazione già tesa. I gruppi chiedono che la consultazione venga condotta «secondo gli standard internazionali». Recentemente l'arcivescovo di Yangon, Charles Maung Bo, parlando del nuovo vescovo di Hakha, Lucius Hre Kung, ha detto che egli avrà la cura pastorale della popolazione delle minoranza etnica Chin, a cui egli stesso appartiene, fatto che rappresenta «un segno di unità per la Chiesa e per l'intera nazione». In tal senso, «la Chiesa cattolica abbraccia tutte le tribù e le etnie presenti in Myanmar: Chin, Kachin, Kayah, Shan, Bamar, e altre, promuovendo armonia nella comunità cristiana e in tutto il Paese»

dove sono finiti tutti i monasteri tutte le chiese e tutti i cristiani del Kosovo? Tutte persone innocenti sterminati, sotto il più becere genocidio firmato ONU, USA, UE, NATO, LEGA ARABA.. [ questo è l'assordante silenzio della storia! ] L'OSSERVATORE ROMANO. venerdì 21 febbraio 2014. pagina 7. La ricostruzione della cattedrale ortodossa minata e fatta esplodere nel 1992. Tornerà come prima. da Mostar PAOLO GIOvaNNELLI. Le volte non ci sono, il campanile e le cinque cupole vanno immaginati. Alzi lo sguardo: c'è solo il cielo azzurro. Dal centro della navata principale, guardi ai lati: i muri sono grezzi, alzati in parte. Niente massetto, si cammina sulla terra e qualche filo d'erba. Quando sarà finita verrà identica, così come il famoso ponte simbolo di Mostar, voluto esattamente, uguale a prima della barbarie. La monumentale cattedrale ortodossa di Mostar, dedicata alla Santa Trinità, è stato uno dei simboli della città: le fondazioni dell'edificio, già posate, misurano 26 metri per 45, la cupola più alta si eleverà ancora una volta fino ai trenta metri e il campanile raggiungerà i quarantacinque, calcolati alla sommità della croce. «Era il luogo di culto più importante dell'intera Bosnia ed Erzegovina e tornerà a essere un punto di riferimento per tutti i fedeli dei Balcani», dicono i padri che adesso celebrano nella piccola chiesa dedicata alla Natività della Vergine Maria, posizionata ancora più in collina sopra il quartiere di Brankovac e abbracciata dallo storico cimitero cristianoortodosso di Bjelušine. La presenza degli ortodossi a Mostar è testimoniata proprio da quest'ultimo edificio, la chiesa costruita nel 1833: al suo interno, è possibile ammirare l'icona della Vergine Maria e un'iconostasi di legno con varie icone russe, veneziane e locali, datate tra il XV e il XVIII secolo. La guerra nella ex Jugoslavia è stata disastrosa anche per la Chiesa ortodossa: alcune stime, fornite dagli stessi ortodossi, riportano, che almeno centocinquantaquattro loro chiese, nel territorio della Bosnia e Erzegovina e della Croazia sono state distrutte tra il 1991 e il 1993 e altre settantacinque pesantemente danneggiate nei combattimenti. La ricostruzione della cattedrale della Santa Trinità (minata e fatta esplodere dall'alleanza croato,musulmana nel giugno 1992) inizia nel 2010 con la chiusura del cratere prodotto dalla deflagrazione e la rimozione delle macerie. Nel 2011 il vescovo ortodosso torna a Mostar: i lavori subiscono un'immediata accelerazione, sostenuti a livello economico dal ministero, della Cultura della Bosnia ed Erzegovina. L'opera è costosa: si stima che, per la sola struttura, occorrano fra i 4 e i 5 milioni di euro; quando la chiesa sarà tornata al suo antico splendore, ne saranno stati spesi oltre 10. L'edificio, di stile neobizantino, è parte di un complesso architettonico comprendente il palazzo del metropolita (del 1910), la chiesa dedicata alla Vergine (1833), una scuola (1856), alcune abitazioni e il cimitero. Fu costruito fra gli anni 1863 e 1873, grazie ai fondi raccolti fra la popolazione serba che viveva a Mostar e nei dintorni della città; all'epoca, un grande contributo economico fu inviato dal sultano ottomano Abdul Aziz e altre somme, di una certa rilevanza, giunsero dalla Russia. Oggi, per ricostruire la cattedrale, la Chiesa ortodossa serba chiede contributi all'estero e alla popolazione di Mostar: piccole donazioni di cittadini privati arrivano anche da mostarini cattolici e musulmani. In origine, nel 1863, il progetto era stato affidato a due architetti: prima all'erzegovese Spasoje Vulić e poi al bulgaro macedone Andrej Damjanov, quest'ultimo noto nei Balcani per aver realizzato la chiesa ortodossa di Sarajevo (1863,1868). Nel corso della guerra, quando le truppe serbe si ritirarono dalle alture circostanti Mostar dopo mesi di bombarda, menti, nel giugno 1992 la cattedrale fu saccheggiata, data alle fiamme, minata e fatta esplodere. «Nella mia mente rivivevo la distruzione della città, passo dopo passo», ricorda un architetto di parte musulmana testimone di quei giorni terribili, «rileggendo la bozza di un mio articolo per un libro sullo stato dei monumenti e delle abitazioni dopo l'attacco. Quando la chiesa ortodossa fu ridotta a un cumulo di macerie, l'esplosione fu così violenta che i vetri delle mie camere si infransero. La casa vibrò. Dalla collina vidi una colonna di fumo e polvere levarsi in cielo: quando capii cosa era successo, scoppiai in lacrime». Lo splendido edificio e gran parte del suo importante patrimonio artistico erano perduti per sempre: l'altare delle 44 icone, i quadri a olio, gli intarsi impreziositi d'oro e i mirabili scranni per il metropolita e i sacerdoti. Oggi, però, c'è chi racconta che alcuni fra coloro che razziarono la chiesa abbiano restituito diverse icone sacre ai preti ortodossi, con l'inizio dei lavori di recupero. L'attuale parroco degli ortodossi è padre Radivoje Krulj. Dall'altare spiega ai suoi fede, li che la distruzione della cattedrale ortodossa di Mostar «è, in primo luogo, colpa di noi stessi, poiché non abbiamo curato la nostra chiesa con quell'amore di cui essa aveva bisogno». Padre Krulj, che invita i serbi a tornare, parla di amore per il prossimo, di tolleranza e di rispetto per gli altri, ma non è semplice per diversi fedeli fare proprie le sue parole, fermi al pesante ricordo degli anni dell'odio e della pulizia etnica. Il lavoro da fare è tanto: sia per la chiesa da ricostruire materialmente, sia per quella "dei cuori", opera ben più complicata. Come non è semplice, nonostante siano trascorsi quasi venti anni dalla pace di Dayton, velocizzare il rientro dei serbi nelle loro proprietà (prima della guerra erano circa, 25.000, oggi meno di 8.000, periferie comprese). Come è accaduto ai croati e ai bosniaci, i serbi fuggiti all'estero si sono rifatti una vita: hanno trovato nuovi lavori, nuove scuole, nuove opportunità che adesso non vogliono lasciare. Molte case dei serbi, quelle invendu, te, sparse nelle zone più belle e centrali della città, sono ancora oggi degli scheletri bruciati: "Non avvicinarsi: edificio in rovina", recitano malinconici cartelli. Qualcuno rientra, ma il processo è lento. Sembra quasi che vada allo stesso ritmo con cui i muratori mettono una pietra sopra l'altra e i padri ortodossi cercano sostegno economico, in giro per il mondo, per ricostruire la cattedrale della Santa Trinità a Mostar.
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Siamo stufi di vedere un Occidente massonico delle false democrazie per il signoraggio bancario, che sostiene ogni forma di terrorismo e complotto violento contro le Istituzioni legalmente costituite, perché è questo il complotto bildenberg che distruggerà, Israele, infatti le guerre si vincono prima sul piano della giustizia, mentre tutta la stampa, e la politica, Occidentale sono una totale menzogna. Per avere consumato il crimine di alto tradimento e di steminio di popoli ormai trasformati in schiavi di un uomo soltanto Rothschild Spa, FMI, Banca Mondiale. I manifestanti ucraini hanno sparato contro i poliziotti vicino al Parlamento a Kiev. Lo riferisce la stessa polizia. Un pullman con dentro una sessantina di giovani soldati del ministero dell'Interno, per lo più ragazzi di 18,20 anni, è stato preso d'assalto da un gruppo di manifestanti nel centro di Kiev, in via Khmelnitski. Lo ha constatato l'ANSA. Il bus è stato presto circondato da centinaia di persone: tra la folla c'era chi voleva picchiare i soldati e farli prigionieri e chi voleva lasciarli andare per via della loro giovane età. Due insorti minacciavano con delle asce i ragazzi dentro il pullman, alcuni dei quali erano in lacrime. Alla fine, in difesa dei poliziotti sono intervenuti il miliardario e deputato dell'opposizione Petro Poroshenko, la cantante Ruslana e due preti. I giovani sono stati lasciati scendere dal bus e sono stati scortati da una catena umana di manifestanti per un paio di chilometri, fino a un altro pullman del ministero dell'Interno sul quale sono potuti andar via. Dopo il fallimento della tregua il centro di Kiev si trasforma in un sanguinoso campo di battaglia Ucraina in fiamme. Nonostante il cancelliere tedesco, Angela Merkel, abbia telefonato ieri al presidente russo, Vladimir Putin, invitandolo a collaborare per evitare, l'aggravarsi della situazione in Ucraina, Mosca sembra muoversi su posizioni distanti da quelle europee. «Collaboreremo solo con un Governo legittimo» ha dichiarato oggi il primo ministro russo, Dmitri Medvedev. «Bisogna che i nostri partner abbiano autorità, che il potere in Ucraina sia legittimo ed efficace, ha aggiunto, e che non venga calpestato come uno zerbino». La Russia, ha inoltre spiegato il portavoce del presidente Putin, non cancellerà la seconda tranche di aiuti economici all'Ucraina, ma prima deve tornare la normalità» [ Il punto. (di Alessandro Logroscino) Scorre il sangue e sibilano le pallottole dei cecchini a Kiev, mentre l'Ucraina sprofonda nel baratro della guerra civile. Uno scenario paventato da giorni, ma che i passi delle cancellerie stentano ad arginare sullo sfondo di un confronto fra Mosca e occidentali che si fa rovente a un passo dai confini russi. La tregua annunciata ieri sera dal presidente Viktor Ianukovich, a dispetto del fumo e delle fiamme che ancora si levavano da Maidan (la Piazza dell'Indipendenza simbolo delle proteste antigovernative di questi mesi), non ha retto che poche ore. La capitale ucraina fin dal mattino è ripiombata nel caos e il fuoco incrociato di pistole e armi automatiche ha lasciato sul terreno decine di morti: "cento", secondo la stima di Sviatoslav Khanenko, deputato del partito nazionalista Svoboda e responsabile dei servizi medici della piazza; 64 (inclusi quelli degli ultimi due giorni), secondo il dipartimento di Sanità del Comune di Kiev. I feriti si calcolano invece a centinaia e almeno 67 poliziotti, stando al ministero dell'Interno, risultano essere in ostaggio nelle mani degli insorti. Non è chiaro chi abbia dato fuoco alle polveri. I dimostranti accusano le forze di sicurezza di aver violato platealmente il cessate il fuoco tentando un nuovo assalto alle barricate di Maidan. E bollano come agenti o come "provocatori" i cecchini visti sparare dai tetti circostanti. Guerra a Kiev, 100 morti, verso accordo Ue, Russia. Biden avverte Ianukovich: pronte le sanzioni Usa contro chi si è macchiato di violenze, 21 febbraio, 10:22. Il governo ammette da parte sua per la prima volta l'uso di proiettili veri da parte degli agenti, ma parla di "legittima difesa" e punta il dito contro gli "estremisti" della piazza: a cominciare dai bellicosi attivisti di estrema destra di 'Pravi Sektor', che fin da subito avevano rigettato ogni tregua. Il sindaco di Kiev però denuncia il "bagno di sangue" e abbandona il partito di Ianukovich. Di certo c'è che decine di persone sono state colpite da pallottole, con tiri spesso mirati a testa e gola, come nel caso di Olesya Zhukovskaya, la giovane infermiera che dopo essere stata ferita ha twittato al mondo il suo j'accuse: "Io muoio". Ma, altrettanto certo è il fatto che lo zoccolo duro della piazza è parso come minimo pronto alla battaglia: tanto da riprendere rapidamente il controllo di Maidan, di costringere a una precipitosa evacuazione d'emergenza del palazzo del governo e della sede del parlamento, da rioccupare a tamburo battente edifici ministeriali e amministrativi nel cuore della capitale. Alcuni Paesi come Danimarca e Olanda hanno suggerito misure anche contro gli oppositori più radicali, ma alla fine l'Europa ha puntato il dito contro Ianukovich, accusato dalla pasionaria Iulia Timoshenko di "strage", come "primo responsabile". E se gli Usa (che hanno già compilato una lista nera di una ventina di alti funzionari di Kiev) e la Nato si mostrano "indignati" con le autorità, intimando a Ianukovich di ritirare la forze di sicurezza dai luoghi della rivolta, la Russia replica imputando le violenze agli ultrà dell'opposizione e accusando l'occidente di sobillare la piazza. Non solo: il premier Dmitri Medvedev lancia un avvertimento di segno opposto in direzione dei traballanti palazzi del potere di Kiev, avvertendo che Mosca non intende collaborare (nè sbloccare i 15 miliardi di dollari promessi per rianimare l'agonizzante economia ucraina) con un governo "zerbino", ma solo con autorità "legittime", "efficaci" e in grado di difendere "gli interessi dello Stato". Mentre il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov, liquida come "ricatti" le minacce di sanzioni euro-americane. Il pericolo, se il confronto geopolitico non si attenua, è che l'Ucraina, attraversata da innumerevoli spaccature interne, possa andare incontro a uno scenario di disgregazione balcanica. Intere città dell'appendice occidentale della Galizia, a forte impronta antirussa e nazionalista, sono già in mano alla protesta. Mentre a sud-est la Crimea, regione russofona del Paese, storicamente estranea alla nazione ucraina, per bocca dello speaker del parlamento locale avverte: "C'è la concreta possibilità che il Paese finisca a pezzi. Le cose stanno conducendo a questo sbocco".

Pakistan: Musharraf, respinto ricorso. Ex presidente voleva essere processato da Corte militare. e questo è sicuro, i maniaci religiosi talebani salafiti, ottomani wahhabiti, Boko Aram, LEGA ARABA, sotto egida ONU, loro sono peggiori di un tribunale militare!

"Avverto due sensazioni fra di loro contrastanti: da una parte la gioia insaziabile, di ascoltare qualunque cosa, delle meravigliose gesta di Gesù, dall'altra, una sorta di nostalgico dolore, quasi come se, Gesù lo avessero crocifisso ieri sera, e io non avessi fatto in tempo, ad incontrarlo prima." [a colloqui con Adrino Celentano, p.30 attalità. Sfsanfrancesco 2/2014] sanfrancesco.org



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carameloxx
And oh yeah as I was saying that the jews are not the real natives from israel,
for that is not the land of Judah, were the jews came to be in the devided kingdom and the arabs are also not natives to the land israel
or the promise land from god for that arabs are from arabia and islam came from arabia....
just as latin was spread into different langueges the same thing happen to the first real way of god from israel
where man had made religions out of it such as judisim, islam and chotolism. ....
we all believe in the same god the real god which is the god of ISRAEL....
why fight? Because man had made a systems for control.,
and my friend I will tell you that god and his angels are deep out into space.......
israek should be for everyone all sons of god not for a battleground.
magic and the way you learn bout spirituality
do se NOT EXIST AT ALL...DONT BE A FOOL JUST SAYING
GOD BLESS AND PLEASE BE RIGHTIOUS.

[answer] friend, I do not fight, I will defend myself only! [answer] amico, io non combatto, io mi difendo soltanto!